Shu Shin Kai, scuola di karate tradizionale

   

 

I grandi Maestri

In questa pagina sono riportati quelli che possiamo definire "I grandi Maestri", del karate tradizionale, ovvero, quelle persone straordinarie che hanno dedicato tutta la vita al fondare e migliorare quest'arte cosi meravigliosa. Grazie al loro contributo, il karate non è solo una forma di combattimento ma qualcosa di molto piu' profondo, che possiamo in parte capire leggendo la loro storia.

 

 

Scoprite la storia dei Grandi Maestri

 

M° Gichin Funakoshi M° Yoshitaka Funakoshi M° Masatoshi Nakayama M° Hidetaka Nishiyama M° Taiji Kase M° Hiroshi Shirai

M° Gichin Funakoshi

M° Yoshitaka Funakoshi

M° Masatoshi Nakayama

M° Hidetaka Nishiyama

M° Taiji Kase

M° Hiroshi Shirai

 

 

Nella foto il maestro fondatore Gichin Funakoshi

... "come la superficie levigata di uno specchio riflette qualunque cosa le stia intorno senza distorsioni e una valle silenziosa riecheggia anche i rumori piu' deboli; allo stesso modo lo studente di Karate deve renderevuota la mente da egoismi e debolezze"...

 

 

G. Funakoshi

M° Gichin Funakoshi

Gichin Funakoshi nasce a Shuri, Okinawa, nel 1868, primo anno dell'era Meiji (1868 - periodo in cui il Giappone passa dal feudalesimo all'era moderna). Appartenente a una famiglia di funzionari molto legata alla tradizione, G. Funakoshi vuole studiare medicina, ma viene scartata a causa di una regola che andava contro la tradizione di famiglia.


Di salute cagionevole e di costituzione fragile viene portato dai genitori dal Maestro Itosu perché lo introducesse allo studio del Karate. Grazie alle cure del proprio medico e al buon addestramento impartito dal Maestro, Funakoshi migliora ben presto il suo stato di salute.


A 12 anni Funakoshi passa sotto il Maestro Asato... ecco quello che scrive: "In quell'epoca mi sono allenato a un solo kata per molti mesi, e perfino per molti anni. Dovevo continuare, senza sapere per quanto tempo, fino a che il mio maestro dicesse "sì". E il maestro non diceva mai "sì". Per questo la durezza dell'allenamento è difficile da descrivere. Il Maestro Asato non mi toglieva mai gli occhi di dosso per tutto il tempo degli allenamenti nel suo giardino. Egli rimaneva nella veranda, seduto ben diritto sui talloni, senza cuscino. Era tuttavia già molto anziano... Quando terminava un kata, mi diceva solo "bene", "sì", o ancora, senza mai un complimento. Dovevo solo continuare a ripetere senza fine la stessa cosa, inzuppato di sudore. A fianco del maestro seduto era sempre appoggiata una lampada a petrolio il cui chiarore pareva affievolirsi, e talvolta mi accadeva di non percepirla più a causa della fatica. L'allenamento proseguiva fino all'alba."


Funakoshi ha come Maestro, all'inizio della sua carriera di insegnante, affiancato al Maestro Asato, anche Anko Itosu (amico intimo di Asato). Questo Maestro, a differenza di Asato, si interessa ai problemi dell'educazione nel sistema scolastico.
Con loro Funakoshi vede due facce del Karate: Asato "era come un guerriero" (grande di taglia, largo di spalle, con occhi penetranti) secondo cui "Bisogna considerare le mani e i piedi dell'avversario come una spada" (non bisogna dunque lasciarsi mai toccare).
Itosu invece non era alto e il suo corpo "era come una botte": "Se l'attacco dell'avversario non è efficace, si può ignorarne volontariamente l'effetto lasciandosi toccare", quindi "anche rafforzare il corpo contro i colpi è importante".
Nel 1921 è incaricato di dirigere una dimostrazione di karate fatta dagli scolari in occasione della sosta del Principe imperiale, mentre nel 1922 presenta il Karate di Okinawa in un'Esposizione nazionale di educazione fisica a Kyoto.

 

Grazie a Jigoro Kano (nella foto a destra), che ricopriva importanti funzioni al ministero dell'Educazione, Funakoshi fa una presentazione a Tokyo (nel dojo di Kano) per poi rimanerci per diffondere l'arte del suo paese.
Per questo si ritrova senza lavoro, ma con la passione di far conoscere la Sua arte... Non avendo alcuna risorsa, Funakoshi deve lavorare come portinaio in un pensionato per gli studenti che provenivano da Okinawa: è alloggiato in una camera di 5 m2 e il suo lavoro principale consiste nella pulizia quotidiana della casa e del giardino, nella distribuzione della posta agli studenti e nel curare l'accoglienza ai visitatori.
Purtroppo il suo lavoro serve soltanto a coprire l'affitto; per provvedere alle sue necessità ottiene il permesso di utilizzare la sala conferenze per insegnare Karate.
All'inizio, ha solo pochissimi allievi, ma in capo a due o tre anni, il numero dei frequentanti cominciano ad aumentare: gruppi di studenti di molte università formano dei club di Karate.
Nel 1935, il Maestro scrive la sua opera più importante: "Karate-do kyohan" (Testo di insegnamento del Karate-do) mentre poco dopo (nel 1938) viene costruito dai suoi allievi il primo dojo di karate che Funakoshi chiama "Shotokan" (La casa nel fruscio della pineta).


Quando Funakoshi scrive "I venti precetti della via del Karate" il Giappone è già in guerra con la Cina dal 1937.
Nel 1941 scoppia la guerra del Pacifico e quattro anni dopo il dojo Shotokan viene annientato sotto i bombardamenti americani.

 

Una volta terminata la guerra Funakoshi, a 77 anni, lascia Tokyo per raggiungere la moglie che si era rifugiata a Oita (nel sud del Giappone). Si ritrovano insieme dopo una lunga separazione e da soli vivono coltivando la verdura e raccogliendo molluschi e alghe in riva al mare. La vita non è facile, ma finalmente sono insieme.
Due anni dopo la moglie si ammala improvvisamente e muore poco tempo dopo. In quello stesso anno muore anche Yoshitaka, il figlio al quale aveva affidato lo Shotokan.


Funakoshi ha l'impressione di aver perso tutto nel conflitto... Gli allievi anziani e gli studenti però cominciano a ritornare e il Maestro, a 80 anni, ritorna a Tokyo.
I suoi allievi anziani delle diverse università cominciano a riformare la scuola Shotokan e nel 1949 si costituisce la Japan Karate Association (J.K.A) con a capo Gichin Funakoshi, all'età di 81 anni.
Il Maestro muore il 26/05/1957, a 89 anni.

 

 

 

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Nella foto il maestro Yoshitaka Funakoshi

M° Yoshitaka Funakoshi

Anche se la sua vita è breve (muore prima dei quarant'anni), Yoshitaka Funakoshi (o Gigo), terzo figlio del Maestro Gichin Funakoshi, è molto importante per il Karate moderno. Grazie a lui il Karate-do giapponese si differenzia definitivamente dall'arte originaria di Okinawa.

 

Il suo contatto con il Karate avviene tramite il padre in quanto quest'ultimo porta con sé i propri figli durante gli allenamenti con i suoi Maestri.

 

All'età di 7 anni gli diagnosticano la tubercolosi (malattia allora mortale per l'assenza dei giusti antibiotici): secondo i medici non avrebbe superato i vent'anni. Probabilmente anche a causa di questa malattia Yoshitaka inizia ad allenarsi con tutte le sue forze per raggiungere il più alto livello possibile del Karate.

 

Sebbene la sua corporatura non è molto robusta, questo Maestro è eccezionalmente potente: questo e la sua forza di volontà gli permettono di creare nuove tecniche.

 

Mentre l'arte di Okinawa enfatizza le tecniche di braccia, Yoshitaka scopre e introduce nuove tecniche di gamba:

  •   Mawashi-geri (calcio circolare)
  •   Yoko-geri kekomi (calcio laterale spinto)
  •   Yoko-geri keage (calcio laterale frustato)
  •   Fumikomi (calcio battente)
  •   Uramawashi-geri (calcio circolare inverso)
  •   Ushiro-geri (calcio all'indietro)

Inoltre:

  •   enfatizza l'uso dei fianchi
  •   utilizza soprattutto di posizioni basse
  •   insiste sull'oizuki (colpo di pugno che prosegue) e sul gyakuzuki (colpo di pugno opposto).

     

     

     

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Nella foto il maestro Masatoshi Nakayama

M° Masatoshi Nakayama

Masatoshi Nakayama è stato un karateka giapponese. Gran Maestro di karate dello stile Shotokan, allievo di Gichin Funakoshi e di suo figlio Gigo Funakoshi, è stato il fondatore della JKA (Japan Karate Association).

 

Nato nell'aprile del 1913 nella Prefettura di Yamaguchi, era discendente del clan Sanada, della regione di Nagano. I suoi antenati erano istruttori estremamente specializzati di kenjutsu (l'arte della spada giapponese). Entrò all'Università di Takushoku nel 1932, completando gli studi mentre nel frattempo si allebnava sotto il Maestro Gichin Funakoshi e con uno dei suoi figli, Yoshitaka. Decidendo di dedicare la sua vita al karate, dopo l'università partì per la Cina al fine di migliorare i suoi studi ed il suo addestramento. Rientrò in Giappone nel 1946. Nel 1949 fondò insieme a Funakoshi la Japan Karate Association.

 

Gli sforzi compiuti dalla Associazione Giapponese di Karate di incarnare e promuovere lo spirito del karate furono appoggiati dal Ministero dell'Istruzione Giapponese. Il Ministero accordò alla JKA il riconoscimento legale ed esclusivo in Giappone come un'associazione ufficiale nel 1957, per la formazione di membri per la promozione della "via del karate". Durante quel periodo e nel corso di molti anni, il M°Nakayama diede contributi notevoli all'arte. Lui sviluppò, insieme agli istruttori di JKA, un metodo nuovo, razionale di insegnare. I suoi principali allievi furono Hiroshi Shirai, che andò a diffondere il Karate Stile Shotokan in Italia, Keinosuke Enoeda, che andò in Inghilterra, Taiji Kase, che si recò in Francia e fu un compagno di Nishiyama della prima ora. (Entrambi erano stati allievi di Yoshitaka Funakoshi).

 

 

 

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Nella foto il maestro Hidetaka Nishiyama

M° Hidetaka Nishiyama

Hidetaka Nishiyama nasce a Tokio nel 1928.

Maestro di Karate Tradizionale, istruttore internazionale, pioniere nella promozione e diffusione del Karate Tradizionale e presidente dell'organizzazione della Federazione Internazionale Karate Tradizionale (ITKF).

 

Il Maestro iniziò gli allenamenti di karate nel 1944 sotto la guida del M° Gichin Funakoshi. Un anno dopo mentre cominciava L'università di Takushoku, diventava un membro della squadra universitaria di karate, per la quale nel 1949 fu nominato capitano. Egli è stato un co-fondatore della federazione collegiale di karate del Giappone e fu eletto come primo presidente.

 

Egli ricevette la laurea in economia all'università di Takushoku nel 1951. Quello stesso anno fondò, assieme ad altri maestri, l'Associazione Giapponese di Karate (JKA) e fu eletto nel direttivo. Nel 1952 fu selezionato come membro nello staff di istruttori delle arti marziali di combattimento per il programma di allenamento del comando aereo strategico (SAC). Il personale del SAC praticò allenamenti di Judo, Aikido e Karate al Kodokan. Gli altri istruttori di karate inclusi in questo programma, sotto la direzione del M° Gichin Funakoshi, erano i maestri Masatoshi Nakayama e Isao Obata. Nel 1953 il SAC invitò il M° Nishiyama in una missione di Budo composta da dieci membri. La squadra visitò le basi SAC negli Stati Uniti per tre mesi, dando insegnamenti di Karate, Judo e Aikido. KARATE: L'ARTE DI COMBATTIMENTO A MANO VUOTA, di cui è coautore il M° Nishiyama, fu pubblicato nel 1960. E' ancora oggi considerato il testo definitivo sull'argomento. Nella sua settantesima ristampa (2000 copie per ristampa), può essere considerato il più venduto libro di karate nella storia.

 

Nel luglio 1961, gli studenti di karate del SAC e di membri della JKA residenti negli Stati Uniti invitarono il M° Nishiyama a visitare L'America. In quell'anno egli organizzò la Federazione Americana di Karate (AAKF), un'organizzazione nazionale di amatori. Nel novembre dello stesso anno, il Maestro organizzò, sotto il controllo dell'AAKF i primi campionati nazionali di karate a Los Angeles, in California, dove stabilì anche il suo dojo. Da quel momento il M° Nishiyama è stato la più grande forza di propagazione dello stile Shotokan nel karate sia negli Stati Uniti sia all'estero. Nel 1965, Il M° Nishiyama organizzò un comitato con la collaborazione dei maggiori stili di karate giapponesi, che portò al primo torneo di karate "Goodwill" tra Stati Uniti e Giappone. A causa della partecipazione della squadra collegiale di karate giapponese, questo evento diventò la prima vera gara internazionale di karate. Nel 1968 organizzò il primo torneo mondiale di karate ad invito, tenutosi allo "Sports Arena" di Los Angeles in contemporanea col torneo olimpico commemorativo ospitato dalla Federazione Messicana di Karate a Città del Messico. Durante il torneo si tenne una conferenza che culminò con l'accordo di costituire un'organizzazione internazionale di karate e di tenere il primo campionato mondiale a Tokio.

 

Nel 1970, durante la riorganizzazione dall'AAKF come corpo governativo del Karate Tradizionale, il gruppo della JKA si separò e diede vita alla JKA-US, una parte dell' AAKF. Il M° Nishiyama continuò ad essere il presidente del JKA-US e anche dell' AAKF. Nell'aprile dello stesso anno, la AAKF divenne membro del comitato olimpico degli Stati Uniti. Nel 1973 il Maestro co-fondò l'Unione di Karate Panamericana (PAKU) e fu eletto come primo direttore esecutivo. Il primo campionato PAKU si tenne a Rio de Janeiro, in Brasile. Basandosi sull'accordo del 1968 di Città del Messico, i tornei si tennero a Tokio (1970) e a Parigi (1973). Questi campionati mondiali furono causa di disaccordo per l'insufficiente organizzazione interna. Un incontro internazionale tenutosi in seguito a New York, porto alla formazione della Federazione Internazionale Amatori di Karate (IAKF), con il M° Nishiyama come direttore esecutivo. I primi campionati mondiali IAKF si tennero a Los Angeles nel1975. Il M° Nishiyama supervisionò la formazione del comitato dei campionati di karate del Mediterraneo e della federazione boliviana nel 1976. Inoltre in quell'anno, agendo nell'interesse della IAKF, cercò il riconoscimento da parte del comitato olimpico. Nel 1977 contribuì alla formazione della Confederazione di Karate Americano/Caraibica e della Federazione Amatori dell'Asia e dell'Oceania. Nel 1979, in accordo con la legge degli Stati Uniti che regola gli organismi sportivi, la Federazione Americana di Karate diventò la Federazione Americana Amatori di Karate, una corporazione senza fini di lucro. Il M° Nishiyama fu eletto come presidente. Nel 1981 supportò anche la formazione della Confederazione Sudamericana di Karate e della Confederazione Nordamericana di Karate. Nel 1985 la IAKF cambiò il proprio nome in Federazione Internazionale di Karate Tradizionale (ITKF), poiché la parola "Karate" era diventata un termine generico applicato ad una varietà di sport da combattimento fondamentalmente differenti dal karate originale come arte marziale. L' ITKF, sotto la direzione del M° Nishiyama, voleva mettere in chiaro che era il corpo governativo del Karate Tradizionale. Nel 1987, l' IOC confermò ufficialmente che l' ITKF era il corpo governativo del Karate Tradizionale, che oggi conta settantadue nazioni associate. Ogni due anni, sotto la direzione del M° Nishiyama, vengono organizzati sia un campionato mondiale di Karate Tradizionale, sia un campionato continentale di Karate Tradizionale. L'obiettivo principale del M° Nishiyama è quello di creare un forte gruppo di istruttori in modo da trasmettere il karate di alto livello alle generazioni future. Con questo intento ha costituito l'annuale campo estivo internazionale di San Diego, in California, dove gli allievi, gli istruttori e gli arbitri arrivano da tutto il mondo per migliorare il loro karate sotto la guida di maestri di livello mondiale. Oltre a tutto ciò, per tre mesi l'anno, il M° Nishiyama tiene seminari intorno al mondo includendo il sud America, l'Europa e molte nazioni nell'est Europa, con crescenti programmi di karate. La reputazione del M° Nishiyama si è espansa non solo per la sua esperienza, superiorità tecnica e per il suo insegnamento, ma anche per la continua ricerca di nuovi metodi di insegnamento Il M° Nishiyama continua ad insegnare ogni giorno al "Central Dojo" a Los Angeles ed ha un fitto calendario di appuntamenti per seminari e corsi negli Stati Uniti e all'estero. Sta anche producendo nuovi testi e manuali, insieme a videocassette per l'apprendimento del Karate Tradizionale. Recentemente, per onorare il suo contributo, il senato degli Stati Uniti ha issato la bandiera a suo nome nella capitale, Washington D.C., in occasione del suo compleanno. Non solo il governo degli Stati Uniti ha evidenziato i benefici del karate, ma, come risultato del lavoro del M° Nishiyama, anche in altre nazioni, ora vedono il Karate Tradizionale con molto rispetto e cercano di incoraggiare la sua diffusione nei rispettivi paesi.

 

 

 

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Nella foto il maestro Taiji Kase

M° Taiji Kase

Taiji Kase nasce il 9 febbraio 1929 a Chiba (Giappone). E' stato un karateka e maestro di karate giapponese.

Fu uno dei maestri più preparati e più conosciuti nell'ambito del karate, considerato come uno dei migliori combattenti ed esecutori di kata grazie alla sua abilità tecnica, alla sua esplosiva velocità e alla sua potenza.

Nel 2000 gli fu conferito il grado di X° dan, a conferma del suo immenso valore.

 

Inizia la pratica dello Judo all'età di sei anni; diventa uno dei migliori combattenti per la sua abilità, per la velocità di esecuzione, la potenza delle sue tecniche. All'età di quindici anni inizia la pratica del Karate presso la scuola Shotokan di Tokio. Allievo diretto sia di Gichin Funakoshi che di suo figlio Yoshitaka, era uno dei pochissimi allievi ancora viventi del M° Yoshitaka Funakoshi.

Già uno dei più qualificati istruttori della Japan Karate Association, il M° Kase arrivò in Europa nel 1965 e da allora, dopo alcuni anni trascorsi in Olanda ed in Belgio, è sempre vissuto a Parigi. Qui si è subito fatto apprezzare per le sue straordinarie qualità tecniche ed umane.

 

In quegli anni la Francia era ai vertici del Karate europeo e il M° Kase fu subito chiamato dal presidente Jacques Delcourt ad allenare l'equipe del "Galletto", incarico che comunque lui lasciò di lì a poco per una precisa scelta di vita: l'insegnamento del Karate Shotokan secondo i più puri precetti del suo fondatore, scevro da condizionamenti politico-sportivi. Questa è una costante nella vita del M° Kase: quella di essere sempre tenuto fuori dalla politica sportiva, politica che invece ha spesso avvelenato l'ambiente del Karate Tradizionale. Egli incarna l'amore per il karate cui ha dedicato la vita. La rettitudine del suo comportamento, la lealtà verso gli amici e gli allievi, la profonda umanità che lo contraddistingue, fanno di lui un punto di riferimento preciso per quanti amano il karate al di sopra delle sigle, karate che ci viene direttamente da Gichin e soprattutto Yoshitaka Funakoshi. Per i suoi atleti è l'espressione più alta del Karate Tradizionale Dalla sua figura traspare lo spirito più vero di questa meravigliosa arte marziale. Da tutti era considerato un mito vivente.

 

Il maestro ci lascia il 24 novembre 2004 a Parigi.

 

 

 

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Nella foto il maestro Hiroshi Shirai

M° Hiroshi Shirai

MHiroshi Shirai nasce il 31 luglio 1937 a Nagasaki (Giappone).

Egli è, molto probabilmente, il Maestro giapponese che maggiormente ha contribuito a sviluppare il karate nel nostro paese.

 

Durante la permanenza all'università Komazawa di Tokyo (dove si laurea in geologia) si allena nel karate e consegue il titolo di istruttore della Japan Karate Association.

 

Poco dopo frequenta il corso di Maestro di Karate (Shihan) e ne esce abilitato come C.N. 5° dan, per le funzioni di arbitro, esaminatore e istruttore.

Nel 1962 conquista a Tokyo il titolo di campione del Giappone, confermato nel 1963 a Kyushu.

Nel 1965, dopo aver viaggiato in Africa e in America, decide di vivere ed insegnare il Karate, secondo lo stile Shotokan, in Italia.

 

Da febbraio a ottobre insieme ai maestri Kase, Kanazawa e Enoeda, svolge stage e dimostrazioni in USA, Europa e Sudafrica.

Le dimostrazioni di questo Maestro sono "spettacoli" e gli spettatori rimangono incantati dalla forza che è sprigionata nei suoi Kata e la determinazione che traspare dai suoi occhi è stata spesso definita eccezionale. Per il suo particolare modo di muoversi è soprannominato "La Tigre".

 

Nel 1966 fonda l'Associazione Italiana Karate (AIK). Nel 1969 diventa 6° Dan, nel 1970 fonda la FESIKA (Federazione Sportiva Italiana Karate). Nel 1974 diventa 7° Dan, nel 1978 è l'artefice principale dell'unificazione tra la FESIKA e la FIK, nel 1979 fonda l'Istituto Shotokan Italia (ISI). Negli anni ottanta è presidente della Commissione Tecnica e commissario tecnico delle nazionali che si sono susseguite. Nel 1986 diventa 8° Dan.

 

Nel novembre del 1989 insieme ad un gruppo di maestri e futuri dirigenti ha fondato la F.I.K.T.A. di cui è direttore tecnico. La federazione ha già raccolto nelle sue fila oltre 500 società, 25.000 iscritti e 1.000 tecnici, di gran lunga fra i più qualificati a livello nazionale, oltre ai migliori atleti, vincitori di numerose medaglie d'oro sia in campo europeo che mondiale. Lo sviluppo del Karate Tradizionale in Italia è frutto del suo competente ed appassionato insegnamento.

 

Nel 1999 diventa 9° Dan proponendosi come una della più importanti personalità nell'ambito del Karate Do ancora viventi..

E nel 2011 riceve una delle più alte onorificenze concesse dal Ministro degli Affari Esteri nipponico e nel dicembre dello stesso anno ottiene il titolo di X° dan a Busto Arsizio (VA)

A lui rivolgiamo il nostro deferente ringraziamento.

 

 

 

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Storia del karate

Se siete interessati a saperne di piu' su quella che è la storia del karate; la diffusione, dove è nato, le vicende storiche, la sua evoluzione e quella che è stata la svolta dei grandi maestri, clicca qui.

 

Lo stile Shotokan

Lo Stile Shotokan è uno stile di karate, nato dall'incontro di varie arti marziali, codificato dal Maestro Gichin Funakoshi e da suo figlio, il Maestro Yoshitaka Funakoshi-

Per saperne di piu', clicca qui.

 

 

Apri pagina I benefici che il karate tradizionale porta ai giovani

Negli ultimi decenni il karate tradizionale ha avuto una larga diffusione tra i giovani, nonostante non appartenga alla cultura occidentale, esso risulta essere una vera e propria attività sportiva, e apporta numerosi benefici a chi lo pratica.

 

Molti medici competenti ed educatori suggeriscono ai genitori di far praticare ai propri figli questa disciplina che li aiuta sia a livello fisico, aiutandoli a correggere degli atteggiamenti posturali scorretti, a causa di mancanza di tono muscolare, sia a livello mentale, aiutandoli a dare il giusto valore alle cose, a rispettare gli altri, e ad avere...

continua >

 

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